Critiche
Commenti critici:
A. Alessandrini, A. Bertani, Boris Brollo, F. Capasso, S. Carnelos, D. Collovini, M. Cusino, M. Dal Pos, Del Sal, E. Di Mauro, P. Levi, L. Novello, E. Di Grazia, Carlo Masi, M. Marangoni, U. Perniola, P. Rizzi , E. Santese, A. Spinardi, Flavia Strumendo, C. Tavella, P. Venti, M. Venturoli, Sabrina Zannier.
Domenico Castaldi & le immaginette di fine secolo
di Carlo Masi
Oggi l’arte si trova in un cul-de-sac, quello postmoderno. Molti artisti privi di creatività, al di qua e al di là dell’oceano, ancora stravolti e addolorati per la deceduta modernità, sono ora riuniti attorno al corpo dell’arte, ormai in fase terminale avanzata, intenti a praticarle un delirante, quanto inutile e patetico “accanimento terapeutico”, fatto d’immagini prive d’immaginazione, attinte dalla pittura del passato prossimo e remoto, elucubrazioni noiose e insulse, rigurgiti sconci e indecenti. Con quale risultato? Un gigantesco flop estetico con morte (della “ paziente”) garantita!
Mille simbologie celate in ogni dettaglio delle opere di Castaldi
di Sabrina Zannier
Messaggero Veneto – inserto, 6 novembre 1994
Piccole bacheche, vivaci teatrini preziosamente incorniciati, a contenere un’immagine della Vergine con il bambino, una tartaruga sorridente, maschere caricaturiali, silhouettes di volti, cuori, stelle e fiori naif, un cagnolino recuperato dal mondo dei cartoons. I lavori di Domenico Castaldi, raccolti nella mostra “ Provare per credere” alla galleria Crossing di Portogruaro, si presentano come immagini dal sapore volutamente popolare, dove i minuti oggetti non sono recuperati, ma ricreati e dipinti con colori saturi e vivaci, quasi a testimoniare una sorta di urlo quale identificazione di una presenza, attraverso la summa di frammenti di mondo.
Domenico Castaldi
di Boris Brollo
Flash Art – Giugno 1994
La mancanza di radici della cultura contemporanea, soprattutto industriale e cittadina, è la diretta responsabile della nostra melanconia e depressione. La mancanza di una conoscenza totale o il fallimento delle grandi teorie unificatrici ci hanno posto nell’angoscia di una conoscenza parziale, non più di tipo oggettivo, come avviene nelle epoche storiche di espansione, bensì soggettive, ripiegate quindi sull’io, come direbbe W. Reich.
Nota critica
di Flavia Benvenuto Strumendo
Mimmo Castaldi si è formato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Trasferitosi a Portogruaro ha accompagnato all’attività di insegnante quella di operatore culturale, pittore e scultore. E’ un’artista che, da sempre, ha rifiutato l’ovvietà e la facile seduzione di una modernità sradicata per privilegiare una pittura come luogo in cui esteriorizzare il proprio mondo interiore.